Galleria Il Germoglio

Paolo Lapi: Colori di terre lontane

Settembre 2003

Paolo Lapi è nato a Pisa, dove vive e lavora, nel 1935. Si è diplomato all’Istituto d’Arte di Firenze. Le sue prime opere sono improntate alla rappresentazione di un naturalismo e di una realtà “tradizionale toscana”, nella espressione post-macchiaiola, che fu fondamentale e utile per la sua formazione. Tale esperienza lo portò all’acquisizione di una padronanza tecnica e cromatica, che gli permise, negli anni successivi, di esprimersi con tecniche e contenuti di avanguardia, stimolato dal contatto col pittore Gianni Bertini.
Partecipa alle maggiori manifestazioni nazionali conseguendo numerosi premi. Negli ultimi anni del sessanta intensifica i rapporti con i maggiori critici e galleristi: espone con continuità in mostre nazionali, collettive e personali. Negli anni settanta viene invitato ad esporre in numerose mostre internazionali. Nel 1979, per meriti artistici, viene nominato Cavaliere della Repubblica. Negli anni ottanta e novanta partecipa a varie Rassegne d’Arte Nazionali ed espone in mostre personali in numerose città italiane.

“La ricerca di Paolo Lapi continua. La tradizione era sempre in agguato e Lapi riuscì a tradire felicemente il naturalismo localistico per predisporsi all’ascolto di una nuova verità, quella concitata che gli ferveva dentro e che attendeva, consciamente e inconsciamente, approdi diversi, più legati ad intuizioni meditate che di quel passato mantenessero la vitalità ma non il linguaggio. L’esperienza sensoriale si tramuta nel pensiero in idee e colori… Nacquero così i “racconti” e le “favole”, germinazioni sempre più fitte ed intense, dando vita a cicli pittorici di notevolissimo interesse artistico”.

Dino Carlesi
 

“È innato il senso di scoperta  che indifferentemente si trova nelle “opere africane”, nelle libere “nature morte” e nei frammenti floreali o di guerra, vuoi che si tratti di incisioni, di oli, di acrilici, di tecniche miste… Il suo percorso è coerente e vario per temi e tecniche usate….. Un’opera segue un’altra, e come il racconto su un libro, la danza su un palcoscenico, il ritmo delle immagini su un filmato, egli segue se stesso costruendo una serie infinita di relazioni per dar vita all’oggetto del quotidiano”.

Lodovico Gierut   
 

“Un desiderio di elevazione al di sopra dell’umanità e del quotidiano pervade le sue composizioni. Dalla vulnerabilità del suo occhio sensibile Lapi mette a fuoco la vita, le emozioni, carica di colori e simbologie antiche il presente per rendere eterne e immortali le cose che lo circondano. Fuori dal tempo e dentro la vita, proietta la propria immagine alla ricerca di una più grande identità, di una felicità comune e raggiungibile, nascosta e presente nei gesti più semplici della quotidianità, in ogni angolo della terra. Simbologie primitive, dogmi e incastonature, sovrapposizioni e legami, immagini e tramonti, inchiodano e sbalordiscono, scuotono e rievocano ricordi comuni”.

Cristina Olivieri
 

“La Toscana è una fucina di suggerimenti continui per il colore delle sue terre, dei suoi alberi, dei suoi fiumi e delle sue città…. A lei, alla mia Toscana, devo l’identità della mia arte, della mia armonia”.

Paolo Lapi
 


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