Galleria Il Germoglio

Ludmilla Radchenko – Pop Art Tales

24 giugno 2011

Ludmilla Radchenko nasce a Omsk, in Siberia, nel 1978. Dopo aver frequentato la scuola d’arte dal 1995 prosegue gli studi nell’ambito del design, del cinema e del teatro, diplomandosi in design e stilista di moda nel 1999. Lo stesso anno parte per l’Italia, dove comincia a lavorare come modella, approdando poco dopo alla televisione. Tuttavia la passione per la pittura rimane forte, tanto che nel 2005, durante la partecipazione ad un reality show in Africa, capisce di voler seguire la sua vena pittorica a tempo pieno. La sua prima mostra è una collettiva presso lo studio  Iroko di Milano, nel marzo del 2008. Espone ancora a Milano. Effettua viaggi studio prima a Londra poi a New York, i quali hanno ispirato serie di opere ad esse dedicate. Nel 2009 realizza una mostra tributo alla regina del pop Madonna. Nel novembre 2009 partecipa alla collettiva della Wannabee Gallery di Milano “Another Break in the Wall” e sempre qui presenta una personale dal titolo “Amsterdam Temptation”. Nel 2010 espone a Roma, Milano, Napoli e Lucca. Realizza per la CowParade di Roma la mucca Lady Candy Pop, che diviene un pezzo cult della manifestazione internazionale. A Senigallia espone opere ispirate ai protagonisti degli anni cinquanta.
 “Volevo essere indipendente. Volevo circondarmi delle cose che scelgo io. Perciò ho imparato a usare i colori. La vita è un quadro meraviglioso”.
Ludmilla Radchenko, al contrario degli artisti della prima pop, è già una celebrità nel palcoscenico dei media, è una modella che guarda agli altri modelli da dentro la galassia mediatica. Impegnata da qualche stagione a comunicare attraverso la sperimentazione grafica il resoconto epocale di una generazione culturalmente modificata, Ludmilla è una graphic viewer che, a partire dalla sua condizione e dal suo ruolo, si muove alla ricerca dei luoghi reali per osservare la volta celeste. Le influenze pop si fondono a reminiscenze pittoriche novecentesche dando vita ad un innovativo stile che possiamo definire “POP POWER”. Le stelle vicine e lontane apparentemente sono tutte sullo stesso piano. I suoi personaggi, fluttuanti in un tempo assente ma ricco di passione, assumono la dignità di eroi e alcuni anche di miti. Per una giovane donna del contemporaneo occidentale proveniente da una cultura differente dalla nostra, è evidente la difficoltà di leggere una storia di protagonisti innalzati ad eroi e a miti trasgressivi appartenuti ad una generazione industriale o postindustriale. Nelle ricerche di Ludmilla si trovano uno a fianco all’altro Garibaldi, Van Gogh, Madonna, Christina Aguilera e la statua della Libertà. Tutti sullo stesso piano di evidenza. Chi, cosa e come rimarrà vivo, al passo di questo cambio epocale, tra i nostri miti del contemporaneo? Ludmilla è inquietante per queste sue prove grafiche, piacevoli, accattivanti, ma generatrici di dubbi enormi, ormai presenti come certezze insormontabili nelle nostre vite. Scompariranno nelle profondità dello spazio tempo. Solo l’arte rimarrà al cospetto dell’umanità futura, e ogni volta sarà riscoperta in mezzo ai deserti e sotto le stelle.
Le opere della Radchenko piacciono e incantano; il suo talento gli ha permesso di esporre alla “Scala di Milano”,tempio della lirica mondiale, mettendo a tacere i malpensanti e dimostrato a tutti, popolo e persone colte, che la bellezza non contrasta affatto con il talento artistico.

Fortunato D’Amico


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