Galleria Il Germoglio

Roberto Fontirossi: Opere recenti

8 dicembre 2010

Roberto Fontirossi è nato a Lucca il 26 gennaio 1940. Avviato agli studi artistici, ha assai precocemente scoperto la sua inclinazione alla pittura a cui si è dedicato stabilmente dal 1960. Fondamentale è stato l’incontro del 1959 con l’avvocato Giacomo Nunes, Sovrintendente ed Ispettore ai Monumenti Culturali della Regione Lazio, il quale gli allestisce, insieme a Indro Montanelli, Virgilio Guzzi, Renato Guttuso e Antonio Donghi, la sua prima personale alla Galleria San Salvatore in Lauro di Roma. Nel 1964 partecipa alla IX Quadriennale di Roma conseguendo il Premio per il Bianco e Nero. Numerosi sono i premi e i riconoscimenti ottenuti. Per un breve periodo collabora con Tono Zancanaro alla realizzazione di disegni satirici e grotteschi di chiaro impegno sociale sulle pagine di quotidiani e riviste importanti. Sue opere si trovano in importanti collezioni pubbliche e private e sempre più frequenti e qualificate sono le sue presenze in rassegne nazionali e internazionali. Di lui hanno scritto molti critici letterari e giornalisti di rilievo. Nel 1995 incontra Remo Bianco, il mercante dei fratelli Bueno e di Squillantini, con il quale inizia un rapporto di stretta collaborazione professionale che lo porterà ad ottenere prestigiosi riconoscimenti sia in Italia che all’estero. Vive e lavora a Lucca.

“Pittore di tradizione, pittore del passato, Fontirossi è un’artista fuori dell’ufficialità… La sua cultura ha lontane radici nella pittura fiamminga, attraverso la quale approfondisce le situazioni immaginifiche in cui si muovono i suoi protagonisti, della cui natura genuinamente popolaresca è sicuramente innamorato. Tutto questo scatenamento umano in situazioni rappresentate in chiave grottesca è poesia virtuale, dove la vita sembra esaltarsi sotto una luce perennemente diurna…
La maestria pittorica di Fontirossi, nel corso dei decenni, si è fatta sempre più incisiva: egli sembra infatti aggredire il colore per piegarlo a un gioco di prestigio che suscita eventi fantasmagorici. In lunghi anni di professione, si è impadronito di tutti i segreti di una tecnica che gli ha permesso di dare spazio e ritmo alle sue visioni e alle sue stesse emozioni”.

Paolo Levi

“… un autore da sempre intento a cercare, nella realtà, il più fecondo alimento per le sue estrose trasfigurazioni, nelle quali sotterraneo resiste un senso di precarietà che diresti appartenere soprattutto all’esistenza e agli uomini. I quali, se volteggiano leggeri nell’aria, oltre le case, il mare e i campi, non è perché li guida un intimo sollievo, ma la ricerca di un’altra dimensione ove cercare un momentaneo conforto alle continue disillusioni terrene”.

Giovanni Faccenda

“Negli spartiti le rapide pennellate seguono ritmi più gestuali, dinamici, estemporanei…. Una gestualità istintiva che infonde ai personaggi una vitalità in perfetta armonia con la natura del supporto musicale….. Quei musicisti stralunati, evasi per chissà quale premio dalle tele, dal variopinto reame popolano e ribelle, si ritrovano nel dolce esilio delle carte come possibili interpreti – perché no – degli spartiti stessi… Quei commedianti strampalati, sposati allo strumento, che sullo spartito calcano il supporto naturale della scrittura musicale, si presentano ai nostri occhi così, senza mai disdegnare di farsi ritrarre in una stravagante quanto narcisistica posa”.

Marco Palamidessi


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