Galleria Il Germoglio

Enzo Faraoni: Immagini di un maestro

dal 15 settembre al 14 ottobre 2001

Nato a Santo Stefano Magra il 29 dicembre 1920, ma trasferitosi già ad appena un anno in quelle campagne fiorentine origine di ambedue i suoi genitori, Enzo Faraoni è un maestro autentico, che ritorna a Pontedera dopo la sua presenza negli anni delle Biennali pontederesi, nelle quali fu premiato.
Ha frequentato l’Istituto d’Arte di Porta Romana a Firenze negli anni più felici di quella scuola. Accanto alla grande lezione della tradizione toscana, s’impose ben presto all’autore anche l’influenza stimolante dei maggiori maestri contemporanei. Tra questi Rosai, con il quale ebbe un’amicizia che fu determinante nella formazione di un suo modo di interpretazione serio e dolente delle cose della vita, lo volle come assistente all’Accademia di Firenze. Dopo il tirocinio sotto la guida dei maestri Chiappelli e Parigi, la consuetudine con artisti e scrittori tra i maggiori d’Italia, che allora vivevano a Firenze, completò la formazione del pittore ventenne. Dopo i duri anni della seconda guerra nei quali Faraoni rimase ferito, prese uno studio in via Della Robbia a Firenze. La sua vita si dividerà tra pittura e insegnamento nelle scuole della provincia. Gli studi nei quali il pittore visse e lavorò fin dal ’45 scandiscono puntualmente i momenti successivi dell’intera sua opera. Nel suo lungo percorso di attività, la scansione di mostre collettive e personali si succede ininterrottamente, con gli scritti, a loro commento, di poeti, narratori e critici più rilevanti dell’epoca.
“La sua opera risulta fedele testimonianza di un dialogo mai pacificato con le istanze più intime, né mai arreso a soluzioni provvisorie o solo illusoriamente appaganti. Una riprova di indubitabile autenticità”.

R. GH.
 

Uno dei maggiori acquafortisti italiani e “pittore antimanieristico per eccellenza, ha sempre evitato una pittura che sfiorasse la decorazione ed ha sempre cercato una intelligente partecipazione al fervore della vita, alle tensioni gravitanti intorno all’esistenza dell’uomo”.
Nelle sue opere “la realtà non è mai rivisitata specularmente ma sempre reinventata
attraverso una partecipazione vibratile ai suoi moti e ai suoi interiori significati. La sua asprezza coloristica e la genialità del segno scaturiscono sempre da un suo mondo singolarissimo ed autentico”.

Dino Carlesi


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